Comunicato stampa del 12 agosto 2008

Comunicato Stampa di Giuseppe Bonanno, Presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, del 12 agosto 2008
 
Informazioni divulgate nel corso della conferenza stampa del Presidente Giuseppe Bonanno
 
Le polemiche apparse sulla stampa inerenti il territorio dell’Arcipelago di La Maddalena sono sempre state riferite, ingiustamente e strumentalmente, a presunte responsabilità o inefficienze dell’Ente Parco. Purtuttavia, occorre a tale proposito fare alcuni chiarimenti.
 
Per quanto concerne la tutela degli arenili dell’Arcipelago, occorre segnalare che quest’anno sono oltre venti le spiagge il cui specchio acqueo è stato delimitato con cavi tarrozzati dal personale dell’Ente Parco, in particolare il sig. Luca Alfonso, assistente nautico maddalenino recentemente divenuto dipendente a tempo indeterminato dell’Ente Parco grazie alla stabilizzazione, a cui vanno i personali ringraziamenti del Presidente per l’impegno dimostrato nella predisposizione delle delimitazioni. Col suo prezioso lavoro, infatti, è stato possibile rendere fruibile un numero elevatissimo di spiagge, rendendo sicura la balneazione ed impedendo l’accesso dei mezzi nautici in tali specchi acquei.
L’elenco delle spiagge e delle cale chiuse grazie al Parco comprende oltre venti aree: (Isola di La Maddalena) Spalmatore; Spiaggetta compresa tra Spalmatore e “Costone”; “Costone”; Giardinelli; Porto Massimo; Cala Lunga; Spiaggia adiacente a Cala Lunga;  (Isola di Caprera) Cala Serena; Cala Coticcio (spiaggia piccola e spiaggia grande); Cala Brigantina; Cala Portese (Due Mari); “Spiaggia del Relitto”; Cala Andreani; “Spiaggia per i cani” di Porto Palma; (Isola di S. Maria) Cala Santa Maria; (Isola di Spargi) Cala d’Alga; Cala Corsara; Cala Granara (entrambe le spiagge); (Isola di Budelli) Spiaggia Rosa; Spiaggia del Cavaliere (un ampio specchio acqueo di dimensione triangolare fino all’Isola della Carpa). A seguito delle segnalazioni ricevute relative all’elevato afflusso di imbarcazioni, è stata inoltre delimitata anche parte dello specchio acqueo di Cala Francese – località “Madonnetta”; l’intervento proseguirà nei prossimi giorni.
Mai in passato era stato raggiunto un numero così alto di aree delimitate da cavi tarrozzati, e per alcune di esse l’intervento non era mai stato effettuato in passato. L’encomiabile impegno del dipendente dell’Ente Parco, coadiuvato da personale assunto ad hoc per monitorare l’area protetta nel periodo estivo, include la manutenzione dei cavi tarrozzati stessi, giacché in numerose occasioni si sono verificati casi di tagli, dovuti spesso all’eccessivo avvicinamento ad essi dei mezzi nautici, ma in alcune occasioni anche a vergognosi episodi di sabotaggio; un impegno che spesso viene trascurato o dato per scontato, ma che vede l’Ente Parco protagonista in prima persona nella tutela degli arenili e della sicurezza per la balneazione di turisti e residenti.
 
Proprio per affrontare il tema della sicurezza e del controllo nell’area protetta, non deve essere taciuto che più volte l’Ente Parco ha chiesto alla Regione Sardegna di istituire il Coordinamento Territoriale per l’Ambiente (C.TA.), previsto dal D.P.C.M. del 5 luglio 2002[1] ed immediatamente operativo per tutti i parchi nazionali, eccetto quelli che ricadono all’interno di province o regioni autonome – incluso il Parco di La Maddalena – per i quali è necessaria un’apposita convenzione tra Stato e Regione.
Il Coordinamento Territoriale, rendendo il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale dipendente funzionalmente dall’Ente Parco, potrebbe lavorare in completa sinergia col personale addetto al monitoraggio, intervenendo immediatamente per l’elevazione delle sanzioni in caso di violazioni delle norme di salvaguardia previste.
Le esigenze di controllo di un territorio complesso quale quello dell’Arcipelago di La Maddalena, in particolare per il flusso turistico estivo, nonché per i rischi connessi con altri fenomeni, quali il bracconaggio, l’abusivismo, gli incendi boschivi, e soprattutto l’imminente svolgimento del grande evento G8 nel territorio del Parco, rendono infatti non più procrastinabile l’esigenza di addivenire quanto prima ad una positiva risoluzione della questione.
Sebbene i rapporti tra l’Ente Parco e le Forze dell’ordine siano certamente buoni, solo l’istituzione del C.T.A. permetterebbe infatti di fornire all’Ente Parco uno strumento idoneo a far rispettare – sia nell’area marina che in quella terrestre – le misure di salvaguardia previste dal D.P.R. 17 maggio 1996 e gli strumenti regolamentari che saranno adottati nell’imminente futuro, visto l’avanzamento dell’iter di predisposizione del Piano per il Parco avviato da questo Ente nel rispetto delle norme della Legge n. 394/1991.
 
Entrando poi nel tema degli strumenti normativi di salvaguardia ambientale a disposizione dell’Ente Parco, occorre precisare che solo con l’adozione del Piano per il Parco e del Regolamento del Parco sarà possibile avere una disciplina organica per quanto riguarda le attività da svolgersi all’interno del Parco e l’individuazioni di singole aree da tutelare maggiormente. Per questo il Presidente ed il Consiglio direttivo si sono sempre impegnati, nel corso degli scorsi mesi e sin dal primo giorno del suo insediamento, per dotare l’Ente di questi preziosi strumenti e di una normalità amministrativa che era del tutto assente in passato.
Da questo importante processo di individuazione degli strumenti normativi e regolamentari a disposizione del Parco, la Comunità del Parco si è tirata fuori ormai da oltre un anno. Quindi, mentre da un lato le dichiarazioni sulla stampa relative alla gestione dell’area protetta dell’Arcipelago di La Maddalena – come le notizie infondate relative all’Isola di Budelli – sono molto più frutto di speculazione politica che non segnalazione di situazioni oggettive, dall’altro sarebbe certamente più proficuo che le preoccupazioni dei membri della Comunità del Parco – che potrebbero avere un ruolo fattivo e concreto nell’individuazione delle politiche dell’Ente – inerenti lo stato di conservazione di determinate aree fossero più opportunamente esternate nelle sedi istituzionali preposte, ovvero nell’ambito del fondamentale organo di consultazione dell’Ente Parco, anche al fine di recepirle correttamente ed integrarle nel futuro Piano per il Parco e nel Regolamento.
Il Presidente del Parco ha richiesto che la Comunità del Parco si riunisca nella mattinata di giovedì 28 agosto, affinché i suoi componenti (Comune, Provincia, Regione) diano seguito alle dichiarazioni divulgate a mezzo stampa impegnandosi e partecipando ai processi di assunzione delle decisioni dell’Ente Parco.
 
Per quanto riguarda la Spiaggia Rosa, si informa che l’Ente Parco provvede nel corso dell’anno, in particolare nel periodo estivo e con la presenza di proprio personale sul posto, al monitoraggio dell’isola di Budelli, soprattutto in riferimento all’area denominata “Spiaggia Rosa”, la cui chiusura al pubblico nel corso degli anni passati ha prodotto, da un punto di vista ambientale, un netto miglioramento delle condizioni dell’arenile. La tutela e la conservazione della Spiaggia Rosa sono inoltre assicurate, oltre che dall’attività svolta dal custode dell’Isola e dalla proprietà della medesima, anche dalla presenza di appositi cavi tarrozzati – manutenuti e gestiti dal personale dell’Ente Parco – i quali impediscono l’accesso di qualsiasi mezzo nautico allo specchio acqueo antistante.
Le notizie legate alla presunta mancata tutela e conservazione della Spiaggia Rosa sono false e tendenziose, del tutto svincolate da qualsivoglia dato concreto. Piuttosto, è da ritenere plausibile che esse siano riconducibili più ad azioni di pochi facinorosi intenti a perpetrare un attacco politico che non a segnalare problemi reali; l’attenzione del Parco è infatti sempre rivolta a smascherare eventuali comportamenti che implichino gravi danni all’ambiente e a fare chiarezza sulle reali responsabilità, in piena sinergia con le Forze dell’Ordine.
Nelle giornate seguenti alle segnalazioni ricevute, è stata intensificata l’attività di controllo e monitoraggio nell’area dell’Isola di Budelli, e il Presidente ha personalmente partecipato ad un’operazione di tale natura, verificando l’assenza delle negative condizioni, denunciate peraltro a mezzo stampa senza che alcun contatto diretto con l’Ente Parco fosse stato attivato.
Tuttavia, in considerazione delle polemiche apparse sulla stampa e dei gravi rischi connessi alla mancata introduzione di previsioni più dettagliate inerenti la Spiaggia Rosa, e quindi al fine di introdurre specifici e circoscritti divieti che garantiscano il rispetto dell’attuale prassi e del divieto di accesso all’area ed allo specchio acqueo antistante, si è ritenuto che fosse indispensabile il ricorso ad un’ordinanza per la tutela ambientale dell’area e per fare chiarezza sui divieti vigenti.
 
E’ infine premura del Presidente ricordare l’importanza di altre azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale effettuate dal Parco: l’appuntamento è per il pomeriggio di oggi, martedì 12 Agosto, alle ore 17.00, con la seconda edizione di “Operazione Talassa, un pomeriggio per l’Arcipelago”.
La giornata sarà interamente dedicata alla pulizia della spiaggia di Cala d’Alga nell’Isola di Spargi e vedrà coinvolti tutto il personale dell’Ente Parco, il Direttore Vincenzo Satta ed il Presidente Giuseppe Bonanno, nonché le associazioni ambientaliste, le istituzioni del territorio e tutti coloro che volontariamente vorranno partecipare a questo imperdibile appuntamento, anche presentandosi direttamente presso la spiaggia di Cala d’Alga alle ore 17.00 e partecipando alle operazioni secondo le istruzioni del personale dell’Ente Parco.
L’evento, che si concluderà entro le ore 21.00, oltre a voler rendere maggiormente fruibile una delle spiagge più belle dell’Arcipelago, vuole essere un’occasione unica di aggregazione ed un modo per avvicinare la popolazione, non solo locale, ma anche e soprattutto quella turistica, ai temi della tutela ambientale e del turismo responsabile, con particolare riferimento al tema dei rifiuti.
 

[1] L’art. 4 del Decreto stabilisce: “Il presente decreto non si  applica  nei  confronti  dei coordinamenti  territoriali  relativi  agli enti parco dello Stelvio, del  Gran Paradiso e degli altri enti parco i cui territori ricadono, sia  pure parzialmente, nel perimetro di regioni a statuto speciale o province  autonome.  Per  tali  enti  si provvederà tramite appositi provvedimenti  sulla base dell'intesa da perfezionarsi in conformità alle  norme  nazionali  e  regionali di volta in volta applicabili e, comunque, previo parere della Conferenza unificata.” Conseguentemente, per l’istituzione del Coordinamento Territoriale è necessaria un’intesa tra lo Stato e la Regione Sardegna, iter già avviato ma in attesa di completamento.